teresa soardi
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I suoi sono luoghi esotici, ma anche della memoria e dello spirito. Di una pittura attenta al sociale con l’osservatorio privilegiato delle terre più incontaminate del terzo mondo. Visitando quei paesi e venendo a contatto con popoli ricchi di una diversa cultura, Teresa Soardi ha acuito la propria sensibilità pittorica, soprattutto cromatica, facendo tesoro delle occasioni che le si sono presentate nei lunghi e intensi periodi di volontariato laico da lei abbracciato. “….” Il valore della mostra è triplice: artistico, sociologico e didattico. Da un lato si fa specchio di una elaborazione estetica fuori dell’ordinario; dall’altro dà testimonianza della storia umana di quelle genti; da un altro ancora documenta di quelle etnie usi, costumi, atteggiamenti, riti e miti.
La suggestione di ogni dipinto o oggetto esposto è indubbiamente singolare anche su chi ha molto viaggiato, sperimentato, visto. “…” Quadri e oggetti sono assimilati a un’arte che non ha nulla di folcloristico nel significato tradizionale del termine, e neppure sono dettati da ispirazione favolistica, di gusto naif, bensì da un culto volto a tutto quanto v’è in quel contesto di immaginifico e di umile insieme. La creatività della Soardi si alimenta del sapere visivo e magico di tali realtà, ma senza prescindere dalla sua storia precedente, filtrando il tutto con una libertà che nasce dalla emancipazione di lei dai lacci di logori manierismi europei. Il suo sguardo da antropologa convive con quello della pittrice, recuperando motivazioni interne generatrici di una tensione vitalizzante dal punto di vista della resa artistica.
Gli uomini da soli o in gruppo, ritratti mentre intenti al lavoro, i crocchi di figure femminili nei momenti di pausa dalle fatiche consuete, i volti e i gesti, paiono ripresi senza sforzo, ma guidati da un desiderio di verità, di profondità, da questo navigare dell’artista al di fuori di ogni rotta, ma con l’appoggio di una mappa interna al suo spirito permeato da compiute esperienze di vita e d’arte.
Quando nella rappresentazione la leadership è della natura, la produzione più colta e sorvegliata. Nello stesso tempo, più diretta, perché ad interpretare i suoi stati d’animo è il paesaggio incredibile da lei raffigurato. Certamente, se non avesse potuto esprimere con i pennelli le emozioni provate, avrebbe sofferto di una profonda privazione. Gli impervi monti del Cile, i percorsi nelle profondissime valli andine, le bianche frastagliate distese della Patagonia, con quelle costiere verdazzurre che sfumano nel blu dei ghiacciai, Teresa Soardi li ha dipinti con tutto l’amore e lo stupore di chi contempla un mistero divino. “…..”
Marica Rossi
(tratto dal Giornale di Vicenza del 06/05/2002 - L'America Latina di Teresa Soardi)


 

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