michela modolo - note autobiografiche
  artisti del sito >> michela modolo >> biografia

NOTE AUTOBIOGRAFICHE

Sono nata a S. Lucia di Piave (Treviso) nel 1953 e ho avuto la fortuna di respirarefin da piccola l’assiduo lavoro di mio padre, il pittore Bepi Modolo. La mia famiglia, si è trasferita nel 1958 a Creazzo dove il papà aveva alcune importanti committenze, legami culturali e di amicizia con l’ambiente artistico di Vicenza. La mia formazione iniziata a casa, continua con gli studi alla Scuola d’Arte Pietro Selvatico di Padova, dove attraverso gli insegnamenti rigorosi di Luigina De Grandis, mi sono appassionata allo studio della forma e del colore, secondo le teorie di Kandinskij, Klee e Itten. Invece la sperimentazione dei mezzi e delle tecniche pittoriche, con i maestri Giuseppe Nardo e Marisa Cappelletto, hanno arricchito la mia conoscenza del mestiere “far pittura”. Dal 1970 al 1974 ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia con Giuseppe Santomaso.
Furono anni di grande fermento, di cambiamenti sociali e culturali. Le lezioni di un artista importante, che con altri aveva scritto la nuova pittura italiana dopo il ’45, diventavano molto spesso motivo di critica e (in linea con i tempi) di ribellione: si boicottavano i concorsi, le mostre alla Bevilacqua La Masa, gli orientamenti della Biennale di Venezia. Tutto veniva messo in discussione, si rincorrevano linguaggi che ci sembravano in grado di cambiare la società. Come succede spesso negli anni degli studi, anche la mia lettura, più profonda e matura sulla pittura di Santomaso, avverrà più tardi e sarà fonte di riflessione e rielaborazione. Comunque i contatti con i grandi maestri, oltre a Santomaso, Vedova, Zotti, le visite alla collezione di Peggy Guggheneim,
i tentativi e le esperienze di gruppo tra studenti per produrre un lavoro originale ma anche coerente con le idee nuove, mi hanno sicuramente aiutato ad aprire orizzonti che mi erano sconosciuti. Conseguita l’abilitazione per l’insegnamento (sbocco lavorativo naturale e auspicato), inizio con entusiasmo nella scuola media, cercando di mettere in pratica gli approfondimenti acquisiti durante i corsi di preparazione: letture ed esperienze nelle scuole a tempo pieno dove l’attività espressiva diventava un nuovo metodo di educazione che mi interessava molto. L’esperienza termina alcuni anni dopo per scelte diverse e più compatibili con le esigenze della famiglia. Inizia la collaborazione con mio padre nella realizzazione di vetrate artistiche istoriate insieme ai fratelli Bonizza e Piero, e l’impegno maggiore verso la pittura. Sono anche anni di intensa partecipazione ai gruppi di interesse e discussione, Gli Amici del Bacchiglione con Piero Franceschetti, Gli Amici della Pittura di Creazzo, l’Ucai e Artisti per la pace. Si promuovono incontri, esposizioni, concorsi nazionali e corsi di pittura. Negli anni ’80 si delinea la mia ricerca espressiva e comincia l’attività espositiva con mostre personali a Vicenza, Verona, Piazzola sul Brenta, Trieste, Bassano e collettive su invito promosse dalla Provincia: “Vicenza immagine” a Villa Cordellina di Montecchio Maggiore (1982) e dall’Assessorato alla cultura di Vicenza “Anni ‘90” nella Chiesa di S. Giacomo. Nascono rapporti continuativi di stima e amicizia con i pittori Martini, Duso, Vencato, Caneva, Lovato, Onorato e Stocco, con i quali ho condiviso molte collettive. Nel 1994 a Montebelluna in occasione della personale “Tra vibrazioni materiche e aspirazioni metafisiche”, viene presentata la monografia con testi critici di Ottorino Stefani e Franco Battacchi, e progettata graficamente da mio fratello Giovanni. L’adesione a Le Venezie (associazione per la cultura e le arti) guidata da Luigina Bortolatto, mi dà l’opportunità di conoscere ed esporre con Gina Roma, Giorgio Celiberti, Sara Campesan in mostre significative a Roma, Vercelli, Stra, Treviso, Venezia in collaborazione con la Biennale e poi a Lisbona, Parigi, Monaco, Amburgo, Colonia Melbourne. Inizia anche un’amichevole collaborazione con la Galleria Panetta di Mannheim che dopo la personale del 1997 mi invita più volte ad esporre anche al Kunstverein presso il Museo di Arte Moderna, e nel 2006 con Giovanni Duso. L’attenzione da parte di Sandro Stocco, infaticabile e attento curatore delle mostre allo Spazio Arte nella chiesa dei S.S. Ambrogio e Bellino, promosse dall’Assessorato alla Cultura di Vicenza, mi porta a rappresentare la pittura della nostra città ad Annency insieme a Miraldo Beghini, Giovanni Duso e Laura Stocco e ad alla personale del 2004 con presentazione di Giuliano Menato. In seguito alle mostre e partecipazioni mi viene offerta la docenza di un corso di specializzazione di attività pittorico-espressive per operatori dell’infanzia presso l’Istituto B. Montagna. È un’attività che mi appassiona e che insieme all’Atelier (corsi di educazione all’arte per bambini) mi ha dato modo di rivedere le esperienze di insegnante e confermato che attraverso l’osservazione, la conoscenza e la scoperta “l’arte diventa strumento di educazione” (H. Read) contribuendo a una crescita armonica soprattutto nella prima infanzia. Sicuramente questa esperienza che continua tutt’ora ha arricchito anche il campo della mia ricerca pittorica. Queste brevi note biografiche mi hanno fatto ripercorrere il cammino di questi anni. Nomi e luoghi sono ricomparsi attraverso la memoria degli incontri e le esperienze vissute….. e ai quali sono grata perché, come nella trama di un tessuto hanno saputo
contenere i miei sentimenti e la mia storia.