NOTE AUTOBIOGRAFICHE
Sono nata a S. Lucia di Piave (Treviso) nel 1953 e ho avuto
la fortuna di respirarefin da piccola l’assiduo lavoro
di mio padre, il pittore Bepi Modolo. La mia famiglia, si è
trasferita nel 1958 a Creazzo dove il papà aveva alcune
importanti committenze, legami culturali e di amicizia con l’ambiente
artistico di Vicenza. La mia formazione iniziata a casa, continua
con gli studi alla Scuola d’Arte Pietro Selvatico di Padova,
dove attraverso gli insegnamenti rigorosi di Luigina De Grandis,
mi sono appassionata allo studio della forma e del colore, secondo
le teorie di Kandinskij, Klee e Itten. Invece la sperimentazione
dei mezzi e delle tecniche pittoriche, con i maestri Giuseppe
Nardo e Marisa Cappelletto, hanno arricchito la mia conoscenza
del mestiere “far pittura”. Dal 1970 al 1974 ho
frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia con Giuseppe
Santomaso.
Furono anni di grande fermento, di cambiamenti sociali e culturali.
Le lezioni di un artista importante, che con altri aveva scritto
la nuova pittura italiana dopo il ’45, diventavano molto
spesso motivo di critica e (in linea con i tempi) di ribellione:
si boicottavano i concorsi, le mostre alla Bevilacqua La Masa,
gli orientamenti della Biennale di Venezia. Tutto veniva messo
in discussione, si rincorrevano linguaggi che ci sembravano
in grado di cambiare la società. Come succede spesso
negli anni degli studi, anche la mia lettura, più profonda
e matura sulla pittura di Santomaso, avverrà più
tardi e sarà fonte di riflessione e rielaborazione. Comunque
i contatti con i grandi maestri, oltre a Santomaso, Vedova,
Zotti, le visite alla collezione di Peggy Guggheneim,
i tentativi e le esperienze di gruppo tra studenti per produrre
un lavoro originale ma anche coerente con le idee nuove, mi
hanno sicuramente aiutato ad aprire orizzonti che mi erano sconosciuti.
Conseguita l’abilitazione per l’insegnamento (sbocco
lavorativo naturale e auspicato), inizio con entusiasmo nella
scuola media, cercando di mettere in pratica gli approfondimenti
acquisiti durante i corsi di preparazione: letture ed esperienze
nelle scuole a tempo pieno dove l’attività espressiva
diventava un nuovo metodo di educazione che mi interessava molto.
L’esperienza termina alcuni anni dopo per scelte diverse
e più compatibili con le esigenze della famiglia. Inizia
la collaborazione con mio padre nella realizzazione di vetrate
artistiche istoriate insieme ai fratelli Bonizza e Piero, e
l’impegno maggiore verso la pittura. Sono anche anni di
intensa partecipazione ai gruppi di interesse e discussione,
Gli Amici del Bacchiglione con Piero Franceschetti, Gli Amici
della Pittura di Creazzo, l’Ucai e Artisti per la pace.
Si promuovono incontri, esposizioni, concorsi nazionali e corsi
di pittura. Negli anni ’80 si delinea la mia ricerca espressiva
e comincia l’attività espositiva con mostre personali
a Vicenza, Verona, Piazzola sul Brenta, Trieste, Bassano e collettive
su invito promosse dalla Provincia: “Vicenza immagine”
a Villa Cordellina di Montecchio Maggiore (1982) e dall’Assessorato
alla cultura di Vicenza “Anni ‘90” nella Chiesa
di S. Giacomo. Nascono rapporti continuativi di stima e amicizia
con i pittori Martini, Duso, Vencato, Caneva, Lovato, Onorato
e Stocco, con i quali ho condiviso molte collettive. Nel 1994
a Montebelluna in occasione della personale “Tra vibrazioni
materiche e aspirazioni metafisiche”, viene presentata
la monografia con testi critici di Ottorino Stefani e Franco
Battacchi, e progettata graficamente da mio fratello Giovanni.
L’adesione a Le Venezie (associazione per la cultura e
le arti) guidata da Luigina Bortolatto, mi dà l’opportunità
di conoscere ed esporre con Gina Roma, Giorgio Celiberti, Sara
Campesan in mostre significative a Roma, Vercelli, Stra, Treviso,
Venezia in collaborazione con la Biennale e poi a Lisbona, Parigi,
Monaco, Amburgo, Colonia Melbourne. Inizia anche un’amichevole
collaborazione con la Galleria Panetta di Mannheim che dopo
la personale del 1997 mi invita più volte ad esporre
anche al Kunstverein presso il Museo di Arte Moderna, e nel
2006 con Giovanni Duso. L’attenzione da parte di Sandro
Stocco, infaticabile e attento curatore delle mostre allo Spazio
Arte nella chiesa dei S.S. Ambrogio e Bellino, promosse dall’Assessorato
alla Cultura di Vicenza, mi porta a rappresentare la pittura
della nostra città ad Annency insieme a Miraldo Beghini,
Giovanni Duso e Laura Stocco e ad alla personale del 2004 con
presentazione di Giuliano Menato. In seguito alle mostre e partecipazioni
mi viene offerta la docenza di un corso di specializzazione
di attività pittorico-espressive per operatori dell’infanzia
presso l’Istituto B. Montagna. È un’attività
che mi appassiona e che insieme all’Atelier (corsi di
educazione all’arte per bambini) mi ha dato modo di rivedere
le esperienze di insegnante e confermato che attraverso l’osservazione,
la conoscenza e la scoperta “l’arte diventa strumento
di educazione” (H. Read) contribuendo a una crescita armonica
soprattutto nella prima infanzia. Sicuramente questa esperienza
che continua tutt’ora ha arricchito anche il campo della
mia ricerca pittorica. Queste brevi note biografiche mi hanno
fatto ripercorrere il cammino di questi anni. Nomi e luoghi
sono ricomparsi attraverso la memoria degli incontri e le esperienze
vissute….. e ai quali sono grata perché, come nella
trama di un tessuto hanno saputo
contenere i miei sentimenti e la mia storia.