PENSIERI DISORDINATI SULL'ARTE
"L'arte forse non è per tutti, credo non sia necessario pretendere comprensione, ma credo si debba pretendere rispetto. Non mi aspetto nulla da chi non la vuole perché arriverebbe solo compassione. In arte purtroppo o per fortuna non ci sono compromessi, o si è se stessi fino in fondo o si deve lasciare. Il mercato non dice mai il vero e quando lo dice è troppo tardi. Perciò penso sia giusto vivere il proprio talento, le privazioni aiuteranno ad essere se stessi, senza togliere il sogno e la speranza . Tutti possiedono doti creative, qualità non sempre sfruttate. Riuscire ad esprimere il proprio essere è imparare dapprima a conoscersi, misurando i propri limiti e capire come superarli. Questa è la battaglia dell'artista. Essere sinceri con se stessi è anche essere sinceri con chi ci sta attorno. A volte è necessario capire che il perdono è una cosa bella ma che non è dovuta. Che essere buoni con tutti è essere falsi dapprima con se stessi. E' importante apprezzare ciò che c'è di buono in ognuno di noi, valorizzandolo. Perchè è importante fare una cosa con il cuore e non con la coscienza, solo così una persona ti potrà conoscere per quello che sei, e non dovrà restare delusa della tua seconda faccia. la mia ricerca parte da lontano, parte dai miei fallimenti, parte dalla speranza. la cosa che fa più male è scoprire tardivamente di essersi battuti, anche se in buona fede per cose inutili. mi succede spesso. La storia dell'arte si nutre delle mille variabili umane, e l'unico modo per trasferire idee e informazioni è passare attraverso i codici verbali col rischio di perdere elementi sostanziali nel senso e nella ricerca. esserne consapevoli è tutto, è apprendere i concetti per quello che sono, senza focalizzarsi sulle interpretazioni ma saper ripercorrere il sentiero delle parole a ritroso. importanti nel mio percorso sono le affinità tra arte e amore, il loro raffronto mi cattura ogni qualvolta lo chiamo in causa, mi suggerisce sempre risposte bizzarre ma sorprendentemente attendibili. allora spesso la domanda è: è sufficiente amare? è sufficiente essere amati? O sono necessari entrambi? Nel parallelo mi chiedo: è sufficiente fare Arte? oppure è necessario che sia anche apprezzata? la risposta dovrebbe essere spontanea come la precedente... eppure nel mondo dove tutto ha un prezzo e un perchè, tu quanto vali? tu perchè dipingi? allora è difficile restare se stessi, perchè le persone hanno bisogno di sicurezza, di vedere un perchè in tutto. io allora potrei dire che dipingo per lavoro, ma lavoro non è. dipingo perchè dipingere mi permette di esprimermi, è vero ma non è tutto. dipingo per realizzarmi. dipingere mi serve per capire e capirmi. è così che comprendo anche molte altre persone. Molti ignorano quali siano le molle di propulsione del loro creare, e spesso essere principianti così è frustrante, così aiuto la gente a capirsi, e sono molte le persone che hanno dei "perchè" e questi perchè danno senso alla mia ricerca. non è altruismo, è la natura umana. ogni essere prima o poi nella vita sperimenta quel vuoto interiore che è causato prima di tutto dal vuoto esistenziale, dalla mancata realizzazione di se stessi. è così. un tempo i vecchi aiutavano i giovani a non avere paura della morte, tentando di esprimere fino in fondo tutte quelle ambizioni e i desideri che costituivano il loro essere. A volte la società manifesta personalità molto più ambiziose di altre. non è una malattia. Però spesso i nostri adulti sono spesso insoddisfatti, così l'Arte diventa medicina, anzi, terapia. sì, perchè l'arte è voglia di rivalsa su tutti i fallimenti, su aggressività soffocate, su storie di sessualità inespresse, su ingiuste privazioni. i nostri piccoli giovani, incompleti perchè la società non è stata in grado di produrre sistemi validi per dare senso ai loro desideri, alle loro ambizioni così si riducono al desiderare una playstation. I giovani hanno voglia di Arte, perché vogliono essere protagonisti, perchè hanno voglia di vivere. l'ambiente non potrà sopportare ancora per molto tempo le intemperanze della massa. L'arte moderna invece è solo la punta di un iceberg immenso, un mondo inespresso, in grado di assorbire l'urto espressivo delle future generazioni, di fornire nuovi stimoli, lasciando libero sfogo alla creativita. sebbene l'Arte non generi figli, è la via per eccellenza per capire e realizzare se stessi."
Enrico Da Campo
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