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biografia


Biografia

Lanza Bruna si accosta all'arte sin dall'adolescenza; precisando in seguito la riflessione specifica sulla pittura; il suo percorso artistico prende avvio a Bassano del Grappa (VI), dove è nata, e dove frequenta gli studi magistrali. Dopo i primi approcci con l'arte fittile si è dedicata in forma più specifica alla pittura, ha frequentato a Venezia la Scuola Internazionale di Grafica, nella sezione di pittura astratta, sotto la guida di Paola Ricci e Andreas Kramer e,nella sezione di disegno con Nelson Takahiro Kishi. A Silisburgo, alla Sommerakademie fur Kunst, ha avuto per insegnante Watts Ouattara, esponente con Basquiat ed altri del movimento detto "Sincretismo" di New York. Partecipa a varie mostre e a vari concorsi ottenendo segnalazioni e riconoscimenti (Medaglia d'oro - XXII Concorso Internazionale Agazzi). La produzione attuale di Bruna Lanza si muove nel deciso orientamento astratto-lirico, dal quale deriva una ricca produzione di opere polimateriche su tela e tavola. Il linguaggio pittorico e l'uso dei materiali si condensano in un orientamento omogeneo e coerente.

Hanno scritto di lei: Maria Lucia Ferraguti, Marifulvia Matteazzi Alberti, Paola Ricci, Gino Prandina, Luciana Peretti, Gabriella Villani, Resy Amaglio,Pier Francesco Listri, Cinzia Albertoni.

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Hanno scritto di lei:

Maria Lucia Ferraguti, Marifulvia Matteazzi Alberti, Paola Ricci, Gino Prandina, Luciana Peretti, Gabriella Villani, Resy Amaglio,Pier Francesco Listri, Cinzia Albertoni.

M.L. FERRAGUTI:[... Bruna Lanza intrattiene con la pittura un rapporto intenso. Solo così si possono comprendere la gestualità delle composizioni più recenti, il loro essere in parte celate sotto un nero lussuoso, che le fa emergere selezionate dallo sfondo, e la rapidità ascensionale del movimento, per il liberarsi del desiderio all'ascesi. Poi come una folata entrano i colori: ed ecco la sonorità dei rossi, il commento del nero, l'alto timbro dell'arancio messo a contatto con la presenza del bianco...]da La Domenica di Vicenza.

GABRIELLA VILLANI: [...le tempere chiare, con grandi lumeggiature bianche, sono la felice scelta compositiva delle opere di B.L., nelle quali appare evidente una puntuale eleborazione della trama pittorica...] da Padova e il suo territorio -rivista di storia arte e cultura.

MARIFULVIA MATTEAZZI ALBERTI: [....Le sciabolate di luce sul nero, le gocciolature insistenti, i rigagnoli di chiarore tendono a disfare, a sciogliere lo scuro e percorrono le vibrazioni di ruggine o le esplosioni dell'oro: sconcertano, avvolgono, quasi seducono e commuovono...La pittrice coglie con raffinatissimo senso del colore le preziozità delle tonalità accostate, dalle terre alle ocre, fasciando con armonia, con serena orchestrazione spontanea il suo accadimento, quasi concepimento interiore: "...si cova, dentro l'urna molle e segreta, non so che felicità nuova." (Pascoli). ...Così la materia pittorica di Bruna Lanza sensibilissima e suggestionabile capta tutte le vibrazioni interiori dell'animo e le imprime velocemente sulla tela con mescolanze, assimilazioni e metamorfosi: ogni flusso continuo calpesta l'ansia dell'attesa che diventa prontamente residuo, memoria....Ogni colore getta il proprio grido di intensità, evolve lo slancio ed apostrofa,rilancia, risponde, stimola la nota vicina per poi nuovamente intrecciarsi, interferire ,divergere ed unirsi.... In questo modo l'artista con coraggio e fantasia pone le premesse per un espressionismo astratto di lirica effusione sentimentale....]

PAOLA RICCI: [...i colori sono scelti per cercare una luce che appare quando li mescola, li mette vicini perchè si incontrino; sembrano bui ma si illuminano, sembrano soli ma si distendono insieme, sembrano in pochi ma rincorrono altri , sono i suoi colori che sono ri-tratti.
nella seria dei "silenzi" che sono gli ultimi lavori di Bruna Lanza, abbiamo la forza dello spazio nero che è materia e luce nel colore e come lo svelare quando si appoggia una telo sui mobili, riusciamo a compredere la forma ma non la vediamo e il mostrarsi avviene nel sollevare il telo...]

GINO PRANDINA: [...il percorso estetico di Bruna Lanza è simile all'iter biografico di molti artisti che approdano al linguaggio dell'astrazione per via di un lungo procedimento analitico-sintetico. Non è dunque alienazione dai luoghi della contemplazione , piuttosto una complessa riduzione all'Uno ricercato per i vasti orizzonti del sentimento. La linea estetica di B.L. è insieme cifra e ordine della bellezza necessitata esclusivamente per via lirico-orfica. La bellezza , depurata dagli accidenti,e pure dal molteplice, viene indagata quale orizzonte-causa verso cui protendere i sensi , la memoria, la volontà. Questa verità ricercata gradualmente si disvela, o si vela nella evocazione della sua pura presenza-assenza....]

RESY AMAGLIO:[...La gestualità innanzi tutto. Assumendo il gesto come connotazione precipua del suo fare pittorico, B.L. mira a discostarsi da riferimenti figurativi come da cedimenti di carattere contenutistico. La peculiarità intrinseca al gesto interviene così a confermare il processo di interiorizzazione e rielaborazione dell'esperienza del reale nelle sue molteplici sfaccettature.....La componente liberatoria insita nella scelta gestuale raccoglie in sè valenze che toccano un'intenzionalità complessa, sorretta da una ben esercitata capacità di riflessione e approfondimento.... ]

PIER FRANCESCO LISTRI: Bruna Lanza approda a una profonda, meditata e densa visione pittorica, affidata a una fantasia creatrice di stile informale, o astratto lirico. Conquistato da una lunga pratica dell'arte, è anche l'uso di diversi materiali, e soprattutto la capacità di dar equilibrio e sostanza all'opera esprimendo senso del costrutto e insieme di forte suggestione. Il suo antico apprendistato artistico europeo, pesa vittoriosamente sulla qualità internazionale del suo dipingere, mai relegato a ruolo di pura effusione sentimentale nè di acritica miscela di colori e di segni.

CINZIA ALBERTONI: Il suo è un gesto narrativo mosso da un'urgenza emotiva. Quella di trasformare in un'immagine un sussulto del cuore, un appunto della mente, un guizzo dell'anima, affidandoli all'eloquente comunicazione della pittura. E Bruna lo fa con la freschezza dell'improvvisazione, mediata però dalla conoscenza della tecnica.

Nei suoi dipinti vive un dualismo a volte spiazzante: il segno leggiadro, quasi appena scalfito, dipinto da un guardingo pennello, si sprigiona altrove in un roteare vigoroso e dinamico. Nelle piccole tele, il colore acquattato e silenzioso dell'elegantissimo contrasto del bianco e del nero, esplode in altro luogo, incandescente e infuocato. E' il momento allora, della libera uscita degli aranci, della veloce incursione dei rossi, dell'estemporaneo baluginio dei ramati.

In questa liberatoria avanzata si susseguono i diversi piani di profondità, fronteggiati, a volte, da un nevralgico intrico di chiazze, segni e linee bianche, oppure arrestati da un inatteso reticolo, per niente fuorviante nei quadri di Bruna perchè retaggio di primitive griglie ormai abbandonate. ....] [...Pittura con un forte temperamento dunque, con un ben delineato linguaggio segnico, gestuale e cromatico. ...]

 
 

 

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